Guida pratica
Come si compila il rapporto di controllo di efficienza energetica senza dimenticare nessun campo?
Sezione per sezione, come si compila un rapporto di controllo senza dimenticare campi e senza ricopiare due volte gli stessi dati.
La risposta breve è questa: il rapporto di controllo di efficienza energetica si compila senza buchi solo se si smette di considerarlo un modulo da riempire alla fine dell'intervento. È la fotografia dell'impianto in quel giorno, e ogni sua sezione corrisponde a un momento preciso del lavoro. Se raccogli i dati mentre li produci, i campi vuoti spariscono quasi da soli.
Il modulo è allegato al decreto ministeriale del 10 febbraio 2014 e successivi aggiornamenti, lo stesso provvedimento che ha introdotto il modello unico nazionale di libretto di impianto. Le Regioni e le Province autonome possono aggiungere indicazioni operative e canali di trasmissione propri, quindi la versione da usare va sempre verificata sul portale della tua Regione.
Prima di salire: quali dati dell'impianto servono già pronti
Metà dei campi del rapporto non riguarda la combustione: riguarda l'identità dell'impianto. Sono i dati che dovrebbero coincidere in tre punti diversi, cioè il libretto di impianto, la targhetta del generatore e il rapporto che stai firmando.
Se questi tre non coincidono, il documento nasce già debole. È la ragione principale per cui certi errori sui libretti di impianto rendono più difficili le ispezioni: non è la misura sbagliata, è il codice catasto trascritto male o la potenza al focolare che cambia da un foglio all'altro.
Prima di salire sul tetto o di aprire il mantello, abbi sotto mano:
- codice identificativo dell'impianto assegnato dal catasto regionale, riportato esattamente come è registrato;
- indirizzo completo dell'unità immobiliare e dati del responsabile dell'impianto, con il ruolo corretto: proprietario, occupante, amministratore o terzo responsabile;
- marca, modello, matricola, anno di installazione, tipo di apparecchio e combustibile;
- potenza termica al focolare e potenza utile nominale, lette sulla targhetta e non a memoria;
- data dell'ultimo controllo e riferimento del rapporto precedente, utile per confrontare i valori;
- i tuoi dati di manutentore o di terzo responsabile, con partita IVA e abilitazione.
Sono dati stabili: cambiano solo quando cambia qualcosa sull'impianto. Averli precompilati è la differenza fra un rapporto chiuso in cantina e uno finito la sera a tavolino, con la matricola letta di fretta e il rischio di sbagliare una cifra.
Il tipo di rapporto cambia con il tipo di generatore
Il modello unico non è un solo foglio. Il rapporto di controllo si declina in quattro tipi, e usare quello sbagliato è un errore formale che non si corregge con una nota a penna:
| Tipo | A cosa si applica | Cuore della compilazione |
|---|---|---|
| Tipo 1 | Gruppi termici, cioè generatori a fiamma per riscaldamento e acqua calda sanitaria | Analisi di combustione e rendimento |
| Tipo 2 | Macchine frigorifere e pompe di calore per la climatizzazione estiva | Circuito frigorifero, scambio termico, assorbimenti elettrici |
| Tipo 3 | Scambiatori alimentati da teleriscaldamento | Temperature di mandata e ritorno, regolazione, contabilizzazione |
| Tipo 4 | Cogeneratori | Produzione combinata di energia elettrica e termica |
Il tipo si sceglie dal generatore, non dall'abitudine dello studio. Su un condominio con centrale a gas e gruppo frigorifero a servizio dello stesso edificio servono due rapporti distinti, ciascuno con la sua periodicità.
E qui vale la pena tenere distinti tre oggetti che i clienti confondono sempre. Se ti capita di doverlo spiegare al telefono, l'articolo su a cosa servono davvero RCEE, bollino e targa impianto mette in fila il documento tecnico, il contributo regionale e l'etichetta di catasto.
Analisi di combustione: strumento, sonda e valori da riportare
La parte che spaventa di più è in realtà la più codificata. Perché la misura valga, servono tre condizioni prima ancora di premere il tasto.
Strumento e taratura
L'analizzatore deve avere taratura in corso di validità, con il certificato disponibile. Il rapporto chiede marca, modello e riferimento della taratura: se il certificato è scaduto, la misura non è difendibile e il documento perde valore in caso di accertamento.
Condizioni di misura
La misura si fa a regime, con il generatore alla potenza di prova prevista e dopo il tempo di stabilizzazione. La sonda va inserita nel punto di prelievo corretto, a valle del generatore e prima di ogni diluizione, cercando il punto di massima temperatura dei fumi.
Annota anche le condizioni in cui hai lavorato, se il modulo lo consente: potenza di prova, eventuale funzionamento in sanitario, presenza di aria comburente prelevata dall'esterno. Sono dettagli che spiegano una misura anomala e ti evitano di dover ricostruire a memoria l'intervento mesi dopo, davanti a un cliente che chiede perché quest'anno il valore è diverso.
Valori da trascrivere
- temperatura dei fumi e temperatura dell'aria comburente;
- tenore di ossigeno o di anidride carbonica, secondo la modalità dello strumento;
- monossido di carbonio riferito alla percentuale di ossigeno prevista;
- indice di fumosità per i combustibili liquidi;
- rendimento di combustione calcolato e rendimento minimo di riferimento per quel generatore;
- esito del confronto, con l'indicazione se il valore risulta conforme o non conforme.
Non arrotondare e non ricopiare a memoria i valori dell'anno prima. La stampa dell'analizzatore, allegata o trascritta subito, è la tua prova.
Le verifiche sull'impianto e sul locale di installazione
Dopo la combustione il modulo chiede una serie di riscontri con esito positivo o negativo. Sono voci brevi, ma ognuna corrisponde a un controllo reale che devi avere davvero eseguito.
Si verificano la tenuta dell'impianto interno di adduzione del combustibile, lo stato del sistema di evacuazione dei prodotti della combustione, la presenza e la portata delle aperture di ventilazione e aerazione quando previste, la funzionalità dei dispositivi di sicurezza e di regolazione, lo stato della coibentazione delle tubazioni, la presenza del trattamento dell'acqua dove richiesto e la funzionalità della regolazione climatica o della termoregolazione di zona.
Nel locale di installazione si guarda l'accessibilità del generatore, l'assenza di materiali impropri, lo stato del camino e dei raccordi, la presenza di rilevatori dove previsti. Se una verifica non è applicabile, si segna come tale invece di lasciare la casella vuota: la casella bianca sembra una dimenticanza, la dicitura "non applicabile" è una scelta motivata.
Osservazioni, raccomandazioni e prescrizioni al responsabile
È la sezione dove il rapporto smette di essere un elenco e diventa un documento che protegge te e informa il cliente. Vale una regola semplice: descrivi il fatto, indica la conseguenza, proponi l'intervento e fissa un termine.
Distingui i tre livelli. L'osservazione registra uno stato senza obbligo immediato. La raccomandazione suggerisce un intervento migliorativo. La prescrizione riguarda una difformità che incide sulla sicurezza o sui requisiti minimi e va risolta entro il termine indicato.
Da ricordare
- Scrivi frasi verificabili: "raccordo fumi ossidato nel tratto orizzontale" è utile, "impianto da sistemare" non lo è.
- Riporta i valori misurati che motivano la prescrizione, non solo il giudizio.
- Se rilevi un pericolo grave e immediato, la fermata dell'impianto e la comunicazione al responsabile vanno annotate sul rapporto.
- Non usare formule generiche copiate: in caso di ispezione documentale sono il primo campanello d'allarme.
Firme, copie e conservazione del rapporto
Il rapporto va firmato da chi ha eseguito il controllo e sottoscritto dal responsabile dell'impianto, che ne riceve copia. La firma del cliente non è un dettaglio: è la prova che le prescrizioni sono state consegnate e non solo scritte.
Dai a ogni rapporto un numero progressivo e legalo alla scheda dell'impianto, non alla data dell'intervento. Un archivio ordinato per codice catasto ti permette di ritrovare in pochi secondi la storia completa di quella caldaia: rapporti precedenti, prescrizioni aperte, ricambi sostituiti. È lo stesso criterio che rende una verifica documentale una formalità invece che una giornata persa.
Una copia resta al manutentore, una viene allegata al libretto di impianto, e dove la Regione lo prevede il rapporto viene trasmesso al catasto regionale, spesso in via telematica ed entro un termine stabilito dalla normativa locale. Termini, formati e portali variano da Regione a Regione: prima di dare per buono un termine, controlla la pagina ufficiale del catasto della tua Regione.
La conservazione ordinata è quello che ti salva due anni dopo, quando arriva la richiesta di un accertamento o quando il cliente cambia amministratore. Su questo la scelta dello strumento pesa più di quanto sembri, e vale la pena leggere se conviene usare Excel, un gestionale generico o un software dedicato ai libretti di impianto prima di costruire un archivio che poi diventa impossibile da interrogare.
In sintesi
Non dimentichi nessun campo quando il rapporto segue l'ordine del lavoro: dati identificativi già pronti e coerenti con libretto e targhetta, tipo di rapporto scelto dal generatore, analisi di combustione con strumento tarato e valori trascritti sul posto, verifiche segnate una per una compreso il "non applicabile", osservazioni scritte in modo verificabile, firme e copie consegnate.
Se vuoi che i dati fissi si ripresentino da soli a ogni intervento e che le scadenze del bollino ti avvisino prima del cliente, prova LibrettoCaldaie, il gestionale che tiene in ordine libretti, rapporti di controllo e scadenze caldaia per caldaia. Per una dimostrazione sui tuoi impianti scrivi a jimenezjulien42@gmail.com oppure compila il modulo di contatto.
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